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Museo del Castagno e del Borlengo

Museo del Castagno e del Borlengo
c/o Ospitale di San Giacomo
via S. Giacomo – 41059 località Le Lame (Mo)
Tel. Tel. 059 987734
Cell. +39 340 0073159
Sito internet: http://museodelcastagno.promappennino.it
Mail: museodelcastagno@promappenino.it
 

Orario d'apertura:
Il museo è aperto solo durante i giorni festivi.
Da Pasqua alla prima domenica di novembre, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 In estate, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 19.30.
Durante la settimana apertura su prenotazione per gruppi e scolaresche.

Biglietto d'ingresso:
Adulti €2,50
Ragazzi fino a 14 anni €1
Gruppi €1 a persona
Il “Biglietto del Parco” permette allo stesso prezzo di visitare il Museo della Tigella a Samone, la mostra permanente degli ambienti del parco presso il centro-parco “Il Fontanazzo” e salire sul Sasso della Croce.

Il museo, costituito da tre sale, ripercorre la storia della castagna attraverso gli oggetti ad essa legati. Di fronte al Museo del Castagno è situato il Museo-Laboratorio del borlengo collocato in due sale. Una sala è dedicata alla parte espositiva. Vecchie padelle per borlenghi, oggetti legati alla cultura e tradizione contadina si alternano a numerosi cartelli esplicativi su dove, come si prepara questo gustoso piatto tradizionale. Nell’altra vi è stato realizzato il laboratorio per insegnare a preparare il borlengo.
Il MUSEO DEL CASTAGNO nasce nel 2000 presso l’ospitale di San Giacomo di Zocca , un luogo non certo casuale, poichè il monte di San Giacomo ed il suo ospitale hanno fatto la storia di queste terre, ed ancora oggi il castagneto qui custodito è uno dei più belli della zona. L’ospitale, che al pianoterra ha accolto il museo, ha origini antiche e lo si trova menzionato per la prima volta in un documento del 1186. La struttura era al tempo gestita da frati che si occupavano anche di dare alloggio ai pellegrini che attraversavano queste terre per raggiungere la città Santa, in periodo non certo privo di insidie e sacrifici per i viaggiatori.Il museo costituito da tre sale ripercorre la storia della castagna attraverso gli oggetti ad essa legati, descrivendo nelle due stanze laterali gli strumenti per la cura del castagneto e per la lavorazione dei prodotti; mentre nella sala centrale, una serie di pannelli, illustrano i caratteri di quest’albero, la sua distribuzione nazionale, europea e nel mondo, le malattie, gli innesti. Tra gli strumenti raccolti al museo vi sono pezzi di rara bellezza e altissimo pregio come le due antiche e ormai famose “pile”o i vecchi “segoni” per la lavorazione dei tronchi,preziosi oggi come allora per la produzione di mobili di alta qualità e travi per le costruzioni. Un piccolo spazio è dedicato al castagno durante la seconda guerra mondiale con reperti bellici e documentazione inerente.
Il Centro documentazione raccoglie testi, CD, DVD sul tema provenienti da tutta Italia e sono consultabili in loco.
Un angolo della sala è utilizzato per ricostruire l’habitat del castagneto: “IL FANTACASTAGNETO”, con le piante, gli animali e le tracce.
Il museo non si esaurisce all’interno delle sale ma esce dall’ospitale e si inoltra lungo un pianeggiante sentiero nel cuore dei castagneti di monte San Giacomo,qui il visitatore può toccare con mano ciò che di teorico ha scoperto grazie alla mostra fotografica, naturalmente facendo i conti col periodo stagionale e le condizioni meteorologiche.
Il percorso esterno è attrezzato con cartelli informativi che illustrano, lungo le tredici tappe,le varie fasi della coltivazione del castagno ripercorrendo le attività da svolgere per la corretta manutenzione del castagneto e descrivendole varie fasi “di vita” di questo frutteto.
Di fronte al Museo del Castagno è situato il Museo-Laboratorio del borlengo collocato in due sale. Il borlengo è un cibo che fa parte della cultura e della tradizione della valle del Panaro; risale a periodi antichi e si inserisce in quel panorama di pani conosciuti fino dalla preistoria. Il borlengo è stato da sempre considerato un cibo povero; a conferma di ciò se ne hanno poche menzioni nella letteratura.
A farina e acqua si è aggiunto il sale e in seguito un condimento (lardo fuso, rosmarino, aglio) e Parmigiano Reggiano grattugiato. Una sala è dedicata alla parte espositiva. Vecchie padelle per borlenghi, oggetti legati alla cultura e tradizione contadina si alternano a numerosi cartelli esplicativi su dove, come si prepara questo gustoso piatto tradizionale. Nell’altra vi è stato realizzato il laboratorio per insegnare a preparare il borlengo. Periodicamente vengono realizzati corsi finalizzati allo scopo.

 


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